Cotignola, doppio straordinario intervento su tumori del cervello a Maria Cecilia Hospital

Due straordinari interventi di Neurochirurgia a Maria Cecilia Hospital di Cotignola, realizzati dell’équipe guidata dal Dottor Ignazio Borghesi e dal Professor Fabio Calbucci, permettono a un 15enne di Bologna e una 22enne nata a La Spezia di ritornare alla vita di tutti i giorni. L’adolescente, affetto da cisti epidermoide, è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico per l’asportazione di un tumore cerebrale di circa 4 x 4 cm, mentre la ragazza si è sottoposta ad un intervento di 8 ore in posizione seduta per facilitare l’asportazione di un grande tumore del mesencefalo.

Il Dottor Ignazio Borghesi

L’eccellenza specialistica maturata del team di Neurochirurgia di Maria Cecilia Hospital, la ritroviamo anche nei dati pubblicati nell’ultimo rapporto Agenas – Programma Nazionale Esiti, che collocano l’ospedale di GVM Care & Research tra i migliori del Paese.

“Da oltre un anno il 15enne lamentava forti mal di testa e parziale perdita del campo visivo – spiega il Dottor Ignazio Borghesi, Responsabile del Centro di Neurochirurgia di Maria Cecilia Hospital. – La visita oculistica aveva però escluso problemi a carico dell’occhio destro. Tuttavia i disturbi non sono mai scomparsi e ad essi si stava aggiungendo un’evidente difficoltà nella lettura. La Tac ha evidenziato la massa tumorale, mentre lo studio funzionale della lesione, mediante Risonanza Magnetica, ha chiarito i dettagli morfologici e le ripercussioni a livello cerebrale”.

“Non potevamo attendere oltre. – continua il Dottor Ignazio Borghesi – L’operazione, piuttosto complessa, ha richiesto quasi 7 ore e l’utilizzo della tecnica microchirurgica, del microscopio ingranditore e del neuronavigatore, per l’asportazione della grossa massa tumorale (una cisti epidermoide), cresciuta in corrispondenza dei lobi temporale e frontale”.

“Un’operazione in anestesia generale, – precisa il Dottor Ignazio Borghesi – non priva di possibili complicanze, valutata la profondità anatomica della lesione, che seppur di natura benigna comprimeva i fasci nervosi originanti dall’occhio e diretti alla corteccia occipitale, coinvolgendo in modo piuttosto esteso anche le aree della parola presenti nel lobo temporale e frontale del cervello. Grazie al neuronavigatore – la cui funzione ricorda il GPS delle automobili – siamo riusciti a tracciare una porta d’ingresso che fosse la meno traumatica possibile per il paziente.

Così da raggiungere il tumore, asportarlo in toto, evitare future recidive. La tecnica microchirurgica, l’utilizzo del microscopio ingranditore, quest’ultimo capace di aumentare esponenzialmente la visibilità di tutte le strutture cerebrali e dei singoli vasi sanguigni, assieme al neuronavigatore hanno guidato la mano del neurochirurgo lungo la rete stradale già presente nel nostro cervello: rete che deve essere percorsa in delicata progressione – un po’ come si fa con le pagine dei libri molto rari, sfogliate una ad una – fino ad arrivare, usando la massima cautela, all’esatto target chirurgico”.

Per l’adolescente la perdita del campo visivo probabilmente sarà irreversibile mentre i problemi correlati al pronunciamento delle parole scompariranno presto.

L’Unità Operativa di Neurochirurgia di Maria Cecilia Hospital, ospedale di Alta Specialità GVM Care & Research di Cotignola (Ravenna), a distanza di poco tempo, ha realizzato con successo anche un altro delicatissimo intervento chirurgico: l’asportazione della lesione tumorale – a basso grado di malignità come chiarito meglio dalla Risonanza Magnetica – in una 22enne affetta da lievi deficit neurologici.

Una giovane che sarebbe andata incontro ad un peggioramento del suo stato di salute nel giro di pochi mesi: dalla modificazione del tono della voce, all’incapacità di deglutire sostanze liquide e cibi solidi, all’incapacità di mantenere l’equilibrio e di coordinare gli arti inferiori durante il movimento delle gambe, alla possibilità di cadute, capogiri, svenimenti improvvisi fino ad uno stato di coma. Il costante monitoraggio diagnostico, ripetuto nel corso degli ultimi 5 anni, evidenziava infatti una rapida crescita dimensionale della neoplasia.

“Il mesencefalo è la componente cerebrale fondamentale per l’esistenza degli individui – commenta il Dottor Ignazio Borghesi – È la centralina deputata al controllo del ritmo sonno-veglia; è la parte del nostro cervello in cui si trovano tutte le strutture anatomiche indispensabili alla coniugazione dello sguardo e, soprattutto, alla vita. Se queste strutture vengono, per qualsiasi ragione, minimamente compromesse il paziente perde conoscenza ed entra in coma”.

“Ancora una volta è la microchirurgia a venirci in aiuto – aggiunge il Dottor Ignazio Borghesi – La massa tumorale era molto grande (in senso relativo rispetto all’area in cui nasce), tanto da affiorare esternamente al mesencefalo. La ragazza è stata operata in posizione quasi seduta per favorire il lavoro dei neurochirurghi e permettere una progressiva separazione delle strutture anatomiche cerebrali fino ad esporre in toto la lesione.

L’asportazione, eseguita in anestesia generale dall’équipe con il Professor Fabio Calbucci, tra i maggiori esperti di Neurochirurgia in Italia, è risultata pressoché totale. Se nei prossimi controlli medici si dovesse individuare un piccolo residuo della lesione o una ricrescita del tumore, sarà possibile intervenire con la radioterapia mirata che qui a Maria Cecilia Hospital effettuiamo tramite Gamma Knife”.

La ragazza non dovrà assumere farmaci post-intervento, non è previsto nessun trattamento farmacologico, tuttavia ogni sei mesi dovrà sottoporsi ad una Risonanza Magnetica.