Malattia venosa cronica, come prevenirla e quando curarla

Secondo i dati emersi nel corso del 14° Congresso mondiale di Flebologia, tenutosi a Roma nel settembre 2015, un italiano su due è colpito da questa malattia.

L’età media di chi la contrae è sorprendentemente bassa, intorno ai 20 anni, e sono le donne a esserne maggiormente colpite; in un rapporto di due a uno rispetto agli uomini.

Nel Sud Italia, l’incidenza d’Insufficienza venosa cronica è del 30%, mentre al Nord la percentuale scende di dieci punti.

Una patologia ancora troppo sottovalutata: basti pensare che in Inghilterra il Servizio Sanitario spende ben 900 milioni di euro all’anno; mentre in Germania lo Stato ne spende 200. In Italia l’investimento è fermo a 120 milioni.

Una moderata attività fisica, abitudini alimentari equilibrate e l’assunzione di sostanze flebotoniche anche attraverso la dieta con verdure, agrumi e mirtilli. Ecco i fattori indispensabili per prevenire l’insorgenza della malattia venosa cronica.

Ne parliamo con Elia Diaco, medico angiologo, che da alcuni anni pratica la scleromousse: il trattamento per la cura delle vene varicose eseguito evitando l’intervento chirurgico (in ambulatorio, senza anestesia e permette al paziente il ritorno pressoché immediato alle normali abitudini di vita).

“Le vene varicose – spiega il Dottor Diaco – possono provocare danni gravi agli arti inferiori perché la patologia è invalidante e se non è ben curata può portare a una trombosi venosa superficiale con conseguente compromissione della circolazione e dello stato locale delle gambe”.

I rischi, pertanto, non vanno sottovalutati e il problema dev’essere affrontato con tempestività. Occorre una valutazione angiologica tramite Eco-Color-Doppler per mezzo del quale si verifica la funzionalità valvolare e il diametro del vaso venoso.

La schiuma viene introdotta a diverse concentrazioni all’interno del vaso stesso, il cui diametro massimo può essere di quindici millimetri. La mousse si diffonde in pochi secondi stimolando la cicatrizzazione dell’endotelio della vena in maniera indolore”.

I dati relativi alla scleromousse sono ormai evidenti e, a parità d’efficacia rispetto ad altre metodiche, risulta quattro volte più economico; ma soprattutto meno doloroso, grazie anche alla recente evoluzione dei farmaci post trattamento.

L’esecuzione consiste nell’iniettare all’interno della varice un farmaco sclerosante in forma di schiuma compatta, ottenuta mescolando il farmaco (detergente) con l’aria atmosferica o gas biocompatibili. L’iniezione avviene tramite due siringhe collegate tra loro da un rubinetto a tre vie. Tale metodo è conosciuto come “metodo Tessari”, dal nome del medico italiano che per primo tentò una via alternativa a quella brevettata in Inghilterra.

Roberta Morise e l’angiologo Elia Diaco

Roberta Morise, conduttrice di Easy Driver su Rai Uno, è la testimonial della terza edizione di Miss Gambe sempre in Forma, il concorso nato tre anni fa dalla collaborazione tra Miss Italia Calabria ed Elia Diaco con la finalità di sensibilizzare le donne sull’importanza della prevenzione delle patologie venose.

In che modo si manifesta la patologia ?

“Mi preme dire che è una malattia invalidante: può provocare una trombosi venosa superficiale e le gambe possono andare incontro alla sindrome post flebitica. Causa pesantezza, soprattutto a fine giornata, spesso anche prurito con eczemi e conseguente ulcerazione della pelle. Quando ciò insorge bisogna agire subito.
Colpisce di più le donne ed esiste una familiarità: può insorgere con maggiore frequenza nei soggetti che svolgono un’attività lavorativa che li costringe a stare per molte ore in posizione eretta”.

Come si arriva alla diagnosi di vene varicose ?

“La malattia venosa cronica viene esaminata tramite una valutazione angiologica e con l’ausilio dell’Eco-Color-Doppler che mette in evidenza sia lo stato della funzionalità valvolare che il diametro del vaso venoso. La presenza di un’incontinenza valvolare crea un’alterazione del funzionamento del normale ritorno venoso e presenza di rami venosi collaterali, perforanti, venule e teleangiectasie che contribuiranno a produrre un danno tissutale (eczema varicoso) con formazione di lesioni trofiche (ulcere varicose) e successivo danno irreversibile e rischio di trombosi superficiale”.

Può illustrare in maniera sintetica il trattamento che da tempo lei pratica con ottimi risultati?

“Intanto è importante dire che non c’è ricovero e viene eseguito senza anestesia. La schiuma, più efficace della forma liquida, con l’aiuto di un ago o butterfly o venflon viene introdotta a diverse concentrazioni all’interno di un vaso venoso, il cui calibro massimo può essere 15 mm, attraverso la puntura diretta eco-guidata. La mousse iniettata rapidamente, in pochi secondi, sclerotizza in maniera indolore ed irreversibile tutte le strutture varicose ed incontinenti. Questa tecnica può efficacemente sostituire la procedura tradizionale di stripping e crossectomia. La facilità d’esecuzione, l’ottima efficacia, la rapidità consentono di non interrompere la normale attività lavorativa”.

Vi sono controindicazioni al trattamento ?

“No. Chiunque può essere trattato; senza limiti di età. Nelle persone anziane risolve fastidi e disagi della quotidianità. Questa terapia può essere effettuata anche in coloro che seguono terapia anticoagulante”.

a cura della Redazione