Micoterapia, scopriamo i benefici dell’Hericium erinaceus

di Loredana Semeraro

Sempre più spesso si sente parlare di micoterapia.

La maggior parte della gente conosce funghi medicinali come il Reishi o il Cordyceps – perché molto pubblicizzati – ma, oltre questi appena citati, ce ne sono tanti altri utilizzati non solo a scopo preventivo ma anche nel trattamento di molte patologie.

Mi farebbe piacere ripercorrere rapidamente la storia della micoterapia che risale a circa 7000- 9000 anni fa.

Già 5000 anni fa i funghi furono considerati per il loro potere terapeutico.

Otzi, mummia di 5300 anni fa, ritrovata sulle Alpi del Tirolo nel 1991, portava con sé in una sacca dei funghi essiccati (Piptoporus betulinus) dallo spiccato potere antinfiammatorio ed antibiotico.

I nativi d’America invece ne apprezzavano le proprietà antiemorragiche.

Nell’antico Egitto – circa 4600 anni fa – solo i Faraoni ebbero il privilegio di mangiarli perché considerati “erbe dell’immortalità”.

Loredana Semeraro, Naturopata

Greci e Romani ne furono molto ghiotti ma non tennero conto delle loro proprietà benefiche, limitandosi così ad apprezzarne esclusivamente le qualità gastronomiche.

Nel 1200 Santa Ildegarda di Bingen sostenne che i funghi che crescevano sugli alberi avessero capacità curative e potevano essere mangiati, tesi confermata da ricerche scientifiche del nostro tempo.

Ma – nonostante tutto – in Europa nel Medioevo e nel Rinascimento, furono guardati con diffidenza, con molta probabilità perché influenzati da Galeno e Dioscoride i quali parlarono di sintomi da avvelenamento e di come curarsi in caso malauguratamente accadesse qualcosa del genere.

Se pur mangiati nei periodi di carestia, era credenza popolare considerarli creati dalle streghe. Nascendo dal nulla, privi di radici e data la loro forma piuttosto singolare, vennero considerati magici e di origine soprannaturale.

E se in Occidente abbiamo cominciato a valutarne le indiscutibili proprietà terapeutiche solo nel XIX secolo, in Cina sono molto apprezzati ed utilizzati da sempre, non solo per le loro qualità culinarie ma anche per il loro potere curativo.

La Medicina Tradizionale Cinese (MTC), da cui ha origine la micoterapia, li ritiene in grado di ripristinare un equilibrio alterato e disarmonico. Contrariamente alla Medicina Occidentale, la Medicina Tradizionale Cinese si è sempre presa cura della persona nella sua totalità, non eliminando semplicemente il sintomo ma le cause che provocano la malattia.

Per i cinesi dunque i funghi sono molto apprezzati non solo per la loro bellezza ma anche perché danno un notevole sostegno a livello psicofisico.

Classificati da Linneo nel 1753, i funghi non appartengono né al regno animale né al regno vegetale ma ad una categoria a parte, ossia il regno dei funghi.

Privi di clorofilla, si possono considerare dei veri e propri nutraceutici proprio perché contengono una molteplicità di sostanze nutritive.

Sono un concentrato di vitamine, sali minerali, polisaccaridi (ad azione immunoregolatrice e anticancerogena), glicoproteine (utili nelle allergie, nelle immunodeficienze, nelle malattie autoimmuni e nelle neoplasie), enzimi (con effetto antiossidante), steroli (con attività antivirale e antitumorale), lectine (con azione inibitoria sulla proliferazione di cellule neoplastiche), e triterpeni (antipertensivi, antivirali, abbassano il colesterolo ed hanno effetto antiallergico).

Contengono anche tracce di germanio, potente antiossidante, stimola il sistema immunitario, favorisce l’eliminazione dei metalli pesanti ed è in grado di migliorare l’ossigeno a livello cellulare. I funghi medicinali sono validi regolatori del nostro sistema immunitario, potenti adattogeni, disintossicanti, ci aiutano ad eliminare scorie dal nostro organismo.

Vorrei soffermarmi su un fungo che a me piace moltissimo e che mi capita spesso di consigliare: l’hericium erinaceus.

Conosciuto da millenni sia in Cina (Shishigashira che vuol dire testa di leone) che in Giappone (Yamabushitake), è un fungo raro e pregiato, dall’aspetto particolare.

I filamenti bianchi di cui è composto, fanno pensare ad una lunga barba bianca al punto da essere definito criniera dei leone, testa di scimmia, barba di vecchio, etc… Nei paesi dell’Asia orientale è utilizzato, sin dai tempi antichi, non solo per le sue qualità culinarie ma anche come medicinale.

Lo Yamabushitake ha consistenza gommosa molto simile a quella del calamaro e, per alcuni ha un sapore che ricorda quello dell’aragosta. Sono numerosi gli studi, condotti negli ultimi dieci anni, sulle proprietà e benefici di questo fungo medicinale ma andiamoli a scoprire.

L’hericium erinaceus ha senza dubbio effetti immunomodulatori che derivano dai polisaccaridi. Ha proprietà neuroprotettive, proteggendo le cellule del sistema nervoso.

Una serie di ricerche hanno rivelato la sua utilità nel trattamento e nella prevenzione della demenza in condizioni come il morbo di Alzheimer.

Ulteriori studi condotti da ricercatori hanno dimostrato che ci può essere un miglioramento nelle capacità cognitive degli anziani se il fungo è incorporato nella loro dieta quotidiana.

È stato dimostrato che il corpo fruttifero dell’ Hericium e. possiede attività anti-demenza. Persone con decadimento cognitivo lieve hanno visto migliorare la propria condizione di salute grazie alle sue proprietà antiossidanti.

È un fungo medicinale molto apprezzato anche per la sua capacità di ridurre la depressione e per la sua azione anti-stress, utile anche in caso di ansia ed insonnia.

L’hericium erinaceus migliora i sintomi della menopausa ed ha effetto anti-obesità perciò, in questo particolare periodo della vita di una donna, può essere d’aiuto.

È stato dimostrato come topi alimentati con polvere di hericium e. hanno visto diminuire non solo la quantità di tessuto grasso ma anche dei livelli plasmatici di colesterolo totale.

È in grado quindi di diminuire la capacità di assorbire i lipidi. Immunoregolatore, si è rivelato di valido aiuto nella prevenzione e nel trattamento delle allergie, da quelle alimentari, a quelle cutanee o respiratorie.

Protettivo nel trattamento di malattie infiammatorie dell’intestino, è utilizzato in caso di reflusso gastroesofageo, difficoltà digestive, gastrite, infiammazioni croniche ed acute delle mucose gastrointestinali in caso di ulcera e per rigenerare la mucosa gastrica.

Allevia le infiammazioni gastriche nei pazienti oncologici.

Presenta effetti antinfiammatori anche nei casi di colite infiammatoria, colite ulcerosa e morbo di Chron, mantenendo sana la mucosa.

Utile in caso di disbiosi, ossia quando c’è uno squilibrio della flora batterica intestinale.

L’assunzione dell’hericium e. si è rivelata benefica anche nelle malattie dermatologiche e nei casi di eczema.

La sua efficacia è determinata non solo dalla qualità del fungo ma anche dal processo di lavorazione della materia prima.

È sempre consigliabile la scelta di un prodotto di origine biologica.

Rivolgersi al medico di fiducia per integrare i funghi medicinali alle terapie farmacologiche già in atto ed al naturopata in caso abbiate voglia di fare prevenzione.

Fonte: pubmed, Riza psicosomatica

Per altre informazioni

http://loredana-semeraro-naturopatia.webnode.it/