Psicologia, Mamma mia che paranoia!

di Eleonora Agostini

Così come tanti altri, il termine “paranoia” è ormai entrato a far parte del linguaggio di uso comune. Quante volte sentiamo dire, o diciamo noi stessi, esclamazioni quali “Ma che paranoia!”, “Sono veramente in paranoia per questa cosa…” e tante altre.

Paranoia è, prima di tutto, un termine tecnico del linguaggio psicologico che indica un concetto specifico. Andiamo quindi a vedere le differenze di questo termine, dal linguaggio tecnico a quello di uso più informale.

La Dottoressa Eleonora Agostini

Tecnicamente, il termine “paranoia” si riferisce a una forma di pensiero dominata dalla sfiducia o sospetto intenso, irrazionale ma persistente nei confronti delle persone e da una corrispondente tendenza a interpretare le azioni degli altri come volutamente minacciose o degradanti.
Tale forma di pensiero è presente nei disturbi dello spettro psicotico (come, ad esempio, la schizofrenia), che presentano una capacità di esame della realtà e contatto con essa ridotto e/o alterato, e nelle personalità di tipo paranoide.

I soggetti paranoici sono guardinghi, reticenti e sempre vigili, vivendo nell’aspettativa che gli altri possano essere malevoli e minacciosi nei loro confronti.

Queste aspettative sono facilmente confermate: l’ipersensibilità dei paranoidi trasforma le piccole mancanze di riguardo in insulti gravi e anche gli avvenimenti innocui sono erroneamente interpretati come nocivi o vendicativi.

Viziosamente, le aspettative di tradimento e di ostilità spesso hanno l’effetto di provocare reazioni del genere negli altri, confermando e giustificando così il sospetto e l’ostilità iniziale del paranoico.

Anche il termine paranoia utilizzato nel linguaggio comune potrebbe presentare alcuni di questi aspetti; più in generale, potremmo dire che nel linguaggio informale stia ad indicare una serie di preoccupazioni che una persona può porsi rispetto a qualcosa che le sta a cuore, che si presentano ripetutamente e in modo insistente.

Ciò sicuramente influenza e guida il comportamento di chi è “in paranoia”, magari parlando ripetutamente di ciò che preoccupa oppure cercando rassicurazioni o spiegazioni dai propri interlocutori che, talvolta, potrebbero reagire con fastidio e respingere tali richieste.

Come vedete, può accadere qualcosa di simile a ciò che vive chi presenta questa modalità di pensiero in senso patologico, anche se in forma attenuata!!
In questi casi, qualche rassicurazione e un po’ di umorismo o ironia possono essere utili!
Per ulteriori informazioni e contatti:

Dottoressa Eleonora Agostini, Psicologa Psicoterapeuta cognitivo comportamentale

Si occupa di disturbi d’ansia (attacchi di panico, fobie, disturbo ossessivo compulsivo, ansia generalizzata, ansia scolastica, ansia per la salute), depressione e disturbo bipolare, disturbi alimentari, disfunzioni sessuali femminili e maschili, gestione dello stress e dell’aggressività, insonnia e disassuefazione da fumo.

Riceve su appuntamento a Rimini presso lo Studio Vega e a Villa Verucchio presso il Poliambulatorio Sfera Medica.
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